{"id":4539,"date":"2019-10-03T14:47:10","date_gmt":"2019-10-03T12:47:10","guid":{"rendered":"http:\/\/staging.in-recruiting.com\/?p=4539"},"modified":"2022-08-29T17:47:20","modified_gmt":"2022-08-29T15:47:20","slug":"mismatch-domanda-e-offerta-di-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.in-recruiting.com\/it\/mismatch-domanda-e-offerta-di-lavoro\/","title":{"rendered":"Mismatch tra domanda e offerta di lavoro: cos&#8217;\u00e8 e come un ATS pu\u00f2 colmarlo"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-weight: 400; color: #000000;\"><span style=\"color: #333333;\">La parola \u00e8 inglese e indica una situazione che interessa tutti, sia chi lavora sia chi in questo momento \u00e8 inattivo, cos\u00ec come le generazioni future, le aziende, chi si occupa di HR e tanti altri attori del mondo del lavoro. Parliamo di <strong>mismatch<\/strong>, un termine spesso utilizzato per parlare di\u00a0<strong>divario tra la domanda e l\u2019offerta di lavoro<\/strong> e tutto quello che a questo pu\u00f2 essere collegato.<\/span> <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Un divario che a volte i media raccontano in modo un po\u2019 superficiale, limitandosi a sciorinare numeri o a raccontare storie di imprenditori che offrono posti di lavoro senza ricevere neanche una candidatura o di manager aziendali che, pur di riuscire a colmare le loro vacancy, sono disposti a concedere ai primi arrivati pi\u00f9 benefit di quanto fanno di solito.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Questi episodi, che riempiono le pagine di giornali o di testate online, spesso sono solo la punta di un icerberg di un fenomeno che alla base ha una situazione molto pi\u00f9 complessa e anche poco conosciuta.\u00a0<\/span><\/p>\n<h2>Cosa si intende per mismatch<\/h2>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Intanto, c\u2019\u00e8 da dire che non esiste solo un tipo di mismatch ma che la discrepanza, mancata corrispondenza, non allineamento &#8211; altri modi per tradurre questa parola inglese quasi ostile e quasi cacofonica &#8211; pu\u00f2 essere imputabile a<strong> diversi fattori<\/strong> e colpire vari aspetti del mondo del lavoro. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Che l\u2019Italia abbia un <strong>mismatch di tipo territoriale<\/strong> possiamo dire che non \u00e8 una novit\u00e0: da sempre si parla di divario tra Nord e Sud per quanto riguarda i diversi ritmi di crescita e di sviluppo. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ma il mismatch pu\u00f2 essere legato anche al <strong>settore<\/strong> in cui si lavora: basti pensare alle differenze profonde di stipendi che ci sono tra gli insegnanti e gli ingegneri (solo per fare un esempio), cos\u00ec come il divario pu\u00f2 riguardare non solo la remunerazione, ma la possibilit\u00e0 di accedere a innovazioni tecnologiche o la capacit\u00e0 produttiva. Cos\u00ec come pu\u00f2 essere di <strong>genere<\/strong>: \u00e8 risaputo che in molti ambiti, a parit\u00e0 di posizione ricoperta, le donne percepiscono meno degli uomini o hanno meno possibilit\u00e0 di carriera.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Si <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">parla poi di <strong>educational mismatch<\/strong> quando c\u2019\u00e8 una mancata corrispondenza tra i <strong>titoli di studio<\/strong> posseduti da chi sta cercando lavoro e ci\u00f2 che viene richiesto da un\u2019impresa per determinate posizioni. Questo tipo di divario \u00e8 indubbiamente collegato a un altro divario definito <strong>skill mismatch<\/strong> ossia tra le <strong>competenze<\/strong> che si hanno e quelle che sono e saranno sempre pi\u00f9 richieste nel mondo del lavoro per determinati tipi di professioni.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Divari di competenze che possono essere visti anche dal rovescio della medaglia: quando ci sono persone troppo formate e troppo qualificate per svolgere un certo tipo di lavoro. Avere troppe competenze cos\u00ec come non avere quelle adeguate \u00e8 un doppio problema. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Significa che da un lato si <strong>sprecano le risorse investite nell\u2019istruzione <\/strong>e\u00a0nella formazione, e che i troppi corsi disponibili non sono collegati ad attivit\u00e0 di placement e alle richieste del mercato; dall\u2019altro che sono sbagliati i canali di comunicazione del mondo del lavoro cos\u00ec come le tecniche di recruiting e le iniziative che vengono portate avanti dagli HR. E ancora, a cascata, tutto quello che riguarda il<strong> social recruiting<\/strong>, il modo di comunicare delle aziende o delle agenzie di lavoro e tutto quello che fa s\u00ec che, nonostante l\u2019alta digitalizzazione, ci siano ancora profonde discrepanze tra chi cerca un impiego e chi lo offre.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-4540\" src=\"https:\/\/staging.in-recruiting.com\/wp-content\/uploads\/mismatch-domanda-offerta.jpg\" alt=\"mismatch domanda offerta di lavoro\" width=\"960\" height=\"637\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Cerchiamo di capire meglio quali sono le motivazioni psicologiche che ci sono dietro e anche cosa, aziende, Risorse Umane e chiunque lavori in questo settore, possa fare per evitare di perdersi i migliori talenti cos\u00ec come di disperdere energie.\u00a0<\/span><\/p>\n<h2><strong>Chi sono le persone che cercano lavoro?<\/strong><\/h2>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Per iniziare a parlare a fondo di mismatch tra domanda e offerta, il primo obiettivo va indubbiamente puntato sui protagonisti: <strong>le persone che cercano un impiego<\/strong>. Ma chi sono? Definirle non \u00e8 facile perch\u00e9 ovviamente i profili variano anche a seconda del tipo di impiego che si cerca, in base al quale si possono usare determinati canali anzich\u00e9 altri. Possiamo dire, per\u00f2, che in generale chi \u00e8 alla ricerca di un lavoro pu\u00f2 rientrare in queste quattro grandi categorie:<\/span><\/p>\n<ol>\n<li style=\"font-weight: 400;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Persone che hanno un<strong> impiego precario<\/strong> e ne cercano altri per migliorare la propria posizione e magari stabilizzarsi una volta per tutte;<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Giovani che<strong> non hanno esperienza<\/strong> o che sono alle prime esperienze e pertanto \u201csono sempre in cerca\u201d;<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Persone che hanno un <strong>elevato grado di professionalit\u00e0<\/strong>, pertanto molto ambite sul mercato,\u00a0 che si guardano sempre intorno per vedere se possono avere eventuali miglioramenti di carriera<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Chi non sta lavorando.<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Viste le diversit\u00e0 di esigenze e il modo in cui le diverse persone si approcciano al mondo del lavoro, per avere un quadro ancora pi\u00f9 delineato bisogna considerare anche altri aspetti che fanno parte della ricerca attiva di un impiego come il tempo che si passa a cercare informazioni, il numero delle job application, il numero delle offerte di lavoro che si accettano, i movimenti da un posto all\u2019altro (job to job), i periodi in cui si torna nuovamente disoccupati, quanto la ricerca sia produttiva. Cos\u00ec come il tenore di vita di chi sta cercando e la selettivit\u00e0 tra diversi posti. Queste ultime due sono caratteristiche che presuppongono un livello di partenza anche piuttosto alto. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Allo stesso modo, chi offre lavoro deve considerare anche la <strong>frequenza<\/strong> con cui questo viene cercato (<strong>intensit\u00e0<\/strong>), l\u2019eventuale <strong>inclinazione a spostarsi<\/strong> e a estendere le sue ricerche in posti diversi da quello in cui vive (<strong>estensione<\/strong>), il fatto di cercare lavori diversi tra di loro o di focalizzarsi solo su una certa tipologia (<strong>flessibilit\u00e0<\/strong> o mancanza di questa) e infine il tipo di metodo scelto per cercare lavoro.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">C&#8217;\u00e8 chi si affida all&#8217;invio dei cv e chi preferisce i concorsi i pubblici e chi esce dai canali tradizionali, magari affidandosi ai social media, cercando contatti con le aziende tramite i canali ufficiali o ricorre alla presentazione di amici e parenti per arrivare all\u2019azienda in modo meno formale.\u00a0\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Questi sono tutti aspetti da considerare per capire a fondo il fenomeno del mismatch che, a ogni modo, \u00e8 indissolubilmente legato anche alla digitalizzazione e alle conseguenze che ne sono derivate.\u00a0<\/span><\/p>\n<h3><strong>Effetto digitalizzazione?<\/strong><\/h3>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Se da un lato, come sappiamo, grazie a Internet e al fatto che le distanze ormai si annullano in un secondo, \u00e8 possibile vivere a Catania e fare un corso tenuto dall\u2019Universit\u00e0 di Yale grazie a uno dei MOOC (Massive Operative Online Courses), lezioni a cui si accede tramite la Rete, c\u2019\u00e8 anche da dire che la mancanza di competenze in alcuni settori \u00e8 e resta particolarmente evidente. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ci credereste che in Lombardia mancano professionisti dello sport? Stando alla<strong> ricerca di Indeed<\/strong>, portale che si occupa di ricerca lavoro e che favorisce per l\u2019appunto l\u2019incontro tra candidati e aziende, il 50% degli annunci di ricerca in questo campo resta inevaso. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Per non parlare &#8211; e questo in tutta Italia &#8211; di tutte quelle imprese che cercano <strong>specialisti STEM<\/strong>, dove l\u2019acronimo probabilmente conosciuto nel mondo delle Risorse Umane, ma non cos\u00ec tanto per gli altri, sta per Science, Technology, Engineering and Mathematics. In Italia, stando sempre alla ricerca, le competenze tecnologiche e scientifiche scarseggiano nonostante la richiesta sia alta. Succede un po\u2019 in tutto lo Stivale con picchi in Puglia e in Emilia Romagna dove la carenza di figure tecniche di questo tipo resta a volte inevasa per mesi.\u00a0<\/span><\/p>\n<h2>La situazione occupazionale in Italia: cosa dicono i numeri<\/h2>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Se si va a guardare un altro tipo di numeri, la situazione continua a non essere rosea. Gli ultimi dati Istat di luglio hanno rivelato che la <strong>disoccupazione \u00e8 in aumento<\/strong>: il tasso \u00e8 salito dal 9,8% dell\u2019ultimo mese al <strong>9,9%<\/strong> come mette in evidenza <a href=\"https:\/\/www.soldionline.it\/notizie\/macroeconomia\/occupazione-italia-2019\">questo articolo<\/a>. In cui, per altro, si fa notare come sia leggermente diminuita per una fascia di popolazione, quella tra i 35 e i 49 anni (- 45mila unit\u00e0) mentre in generale sia aumentato dell\u20191,1% il dato di chi cerca lavoro.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Altri numeri ci aiutano ancora a tratteggiare il quadro di un\u2019Italia in cui ci sono competenze richieste e persone che non possono darle: come rileva il <a href=\"https:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/perche-giovani-fanno-fatica-trovare-lavoro-italia-AESVfiKH\">Sole 24Ore<\/a>, riportando il bollettino Excelsior realizzato da Anpal e UnionCamere, lato azienda la situazione \u00e8 tutt\u2019altro che confortante.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"> Il <strong>31% delle imprese non riesce a trovare<\/strong> facilmente le persone che servono per portare avanti <strong>1,2 milioni di contratti<\/strong> lasciando cos\u00ec insoddisfatto il bisogno di figure tecniche, scientifiche e ingegneristiche. E se quasi il 10% \u00e8 il tasso di disoccupazione in Italia in generale, c\u2019\u00e8 per quanto riguarda i giovani una percentuale che \u00e8 pari a quella delle aziende che non trovano personale, intorno al 30%.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-4544\" src=\"https:\/\/staging.in-recruiting.com\/wp-content\/uploads\/disoccupazione-giovanile.jpg\" alt=\"misamatch domanda e offerta\" width=\"1280\" height=\"853\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ma \u00e8 tutta una questione di ragazzi che studiano le materie sbagliate, che vivono un eductional e skill mismatch? O magari non riescono ad adattarsi a quello che richiede il mercato del lavoro?<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La questione, sempre stando al Sole 24 Ore, \u00e8 molto pi\u00f9 complessa di come potrebbe sembrare, anche perch\u00e9 per una persona non qualificata ce n\u2019\u00e8 di contro una qualificata e, ancora, i laureati che vengono fuori dalle facolt\u00e0 scientifiche e ingegneristiche pare non siano diminuiti. La \u201cpalla\u201d passerebbe anche alle aziende. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Stando sempre al quotidiano economico che ha intervistato Giovanna Fullim, docente di Sociologia dei processi economici e del lavoro all\u2019Universit\u00e0 Bicocca di Milano, il vero divario consisterebbe anche nel fatto che le <strong>nostre imprese non sono adatte a sfruttare<\/strong> tutto il potenziale dell\u2019offerta di lavoro, che proviene in particolare dai pi\u00f9 giovani. Offrirebbero <strong>impieghi troppo bassi<\/strong> a fronte di personale molto qualificato e questo perch\u00e9 siamo un Paese con pi\u00f9 PMI che grandi imprese e con poca voglia di innovare.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Che comunque ci siano <strong>competenze che non si trovano<\/strong> quando si parla di profili tecnici, \u00e8 un dato di fatto anche se \u00e8 vero, come asserisce Fabio Manca, economista dell\u2019Ocse, che quelli proposti dalle piccole e medie imprese non per forza richiedono gradi elevati di istruzione come una laurea e master successivi.\u00a0<\/span><\/p>\n<h2>Le motivazioni psicologiche del mismatch<\/h2>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Le letture del mismatch e delle sue cause possono essere le pi\u00f9 disparate. A questo divario, si pu\u00f2 per esempio dare una motivazione anche di carattere psicologico. Considerando ad esempio un aspetto importante che va oltre la realt\u00e0: la<strong> percezione della realt\u00e0 stessa<\/strong>. Cosa intendiamo dire? Che spesso i numeri non bastano e che la loro lettura e interpretazione pu\u00f2 essere quasi preconfezionata, strumentalizzata e cristallizzata. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">In fondo, i dati Istat ci accompagnano mese per mese. Ma difficilmente si dice che s\u00ec la disoccupazione giovanile \u00e8 alta, ma che c\u2019\u00e8 tutta una percentuale di giovani che magari non sta cercando lavoro attivamente, ma nel frattempo trova comunque opportunit\u00e0 per fare esperienze, magari grazie a quelli che non sono i canali ufficiali e considerati pertanto dalle statistiche.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-4542 aligncenter\" src=\"https:\/\/staging.in-recruiting.com\/wp-content\/uploads\/educational-mismatch.png\" alt=\"education mismatch\" width=\"638\" height=\"388\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Sui canali bisogna poi spendere qualche altra parola. Si parla sempre dei migliori siti per la ricerca di lavoro ma spesso non si dice che a volte <strong>gli annunci non sono molto comprensibili<\/strong>, manca la <strong>job description<\/strong> e non sono comprensibili o accattivanti per chi davvero potrebbe fare al caso delle aziende. Si crea, in questo modo, una sorta di <strong>barriera percettiva di accesso<\/strong>. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Questo pu\u00f2 succedere perch\u00e9, a differenza di come avviene nelle grandi imprese, nelle PMI non c\u2019\u00e8 una divisione dedicata alle risorse umane &#8211; un recruiting team per intenderci &#8211; e a scrivere e pubblicare l\u2019annuncio magari \u00e8 un dipendente amministrativo o l\u2019imprenditore stesso. In molte PMI, poi non si parla n\u00e9 di <a href=\"https:\/\/staging.in-recruiting.com\/it\/esempi-di-employer-branding\/\"><strong>employer branding<\/strong><\/a> n\u00e9 di <strong>talent retention<\/strong>. Nel primo caso si fa poco per puntare sull&#8217;azienda come brand capace di attrarre talenti e di conseguenza tenerseli.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Standard elevati appartengono ad aziende che hanno probabilmente pi\u00f9 di 50-100 dipendenti (e non sono sicuramente grandi), ma tante sono le piccole imprese che invece hanno carattere familiare, con al massimo una decina di dipendenti. Se un<strong> annuncio non \u00e8 chiaro<\/strong> genera un mismatch tra quello che viene chiesto e chi in effetti prova a candidarsi o non ci prova per niente. Da considerare poi c\u2019\u00e8 anche il <strong>passaparola<\/strong> che rimane un metodo molto utilizzato ma non sempre il miglior canale per gestire il processo di ricerca e selezione del personale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">In un paese &#8211; l\u2019Italia &#8211; con moltissime PMI, dove\u00a0il people management \u00e8 appannaggio della grandi imprese, le piccole e medie imprese hanno bisogno di trovare <strong>nuovi modelli organizzativi e produttivi<\/strong> che possano davvero andare di pari passo con il mondo che cambia e con dei giovani che, dal canto loro, hanno molte pi\u00f9 specializzazioni che in passato. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400; color: #333333;\">Bisogna dunque prestare tanta attenzione al <strong>fattore umano<\/strong>, alla possibilit\u00e0 di incubare idee dei giovani e non per forza delle startup che, come sappiamo, quando sono gi\u00e0 costituite e organizzate tendono pi\u00f9 a vendere il prodotto e il servizio che l\u2019idea stessa. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400; color: #333333;\">Impiegare risorse per far entrare i giovani in questo modo, con la loro voglia nuova di vedere il mondo, con le cose che a volte riescono a scoprire prima (basta pensare al mondo del coworking nato grazie ai lavoratori giovani e a una mentalit\u00e0 flessibile che non hanno dovuto acquisire ma hanno quasi insita nel loro DNA) \u00e8 un <strong>doppio vantaggio<\/strong>. Per i giovani, ovviamente, perch\u00e9 vengono inseriti e possono entrare nel mondo del lavoro, per le imprese perch\u00e9 pu\u00f2 essere un\u2019occasione di svecchiamento e di <strong>crescita culturale<\/strong>.<\/span><\/p>\n<h2><span style=\"font-weight: 400;\">Il fenomeno skill mismatch<\/span><\/h2>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Va da s\u00e9 che, come abbiamo visto poco sopra, dei vari mismatch che riguardano il mondo del lavoro, uno dei pi\u00f9 importanti, che possiamo addirittura definire un fenomeno, \u00e8 quello che riguarda le <strong>competenze<\/strong>. Al di l\u00e0 di aziende non troppo preparate e che offrono profili pi\u00f9 bassi, <strong>questo divario di competenze \u00e8 da mettere al primo posto<\/strong>, specie se si lavora nelle Risorse Umane.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"> Inutile focalizzarsi su nuove tendenze, social e web recruiting ecc\u2026 se non si considera che, detto in maniera sintetica, in Italia ci sono tantissimi lavoratori che occupano posizioni per le quali non \u00e8 qualificata. Ma, attenzione, il mismatch come dicevamo pu\u00f2 essere di 2 tipi:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li><span style=\"font-weight: 400;\"><strong>Lavoratori over skilled<\/strong>, ossia pi\u00f9 competenti di quello che serve come lo \u00e8 l\u2019<strong>11% degli Italiani<\/strong>. Apparentemente non sembrerebbe un problema visto che, come dicevano i Romani, &#8220;Melius abundare quam deficiere&#8221;. E invece lo \u00e8: sentirsi troppo qualificati per un lavoro porta a lungo andare a gente frustrata, che vuole cambiare o che arriva a un punto in cui non ha pi\u00f9 nulla da dare e qualsiasi politica di retention dei talenti pu\u00f2 essere, per queste persone, inutile se non si considera davvero la situazione in cui si trovano;<\/span><\/li>\n<li><strong>Lavoratori under skilled<\/strong>: ossia che hanno meno competenze di quelle richieste. Qui il dato ci dice che in Italia sono 6 persone su 100, vale a dire il 6%. E se pensate che sia poco, be\u2019, considerate che per la Germania \u00e8 l\u20191,38%.<\/li>\n<\/ul>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nel caso di persone under skilled, poi, questo complica il processo di selezione e assunzione e non garantisce una qualit\u00e0 del lavoro, andando a minare la produttivit\u00e0 e la competivit\u00e0 delle imprese. Cosa che succede anche per chi, come si usa dire in gergo, \u00e8 troppo skillato: un lavoratore deluso \u00e8 una persona che produce poco, sbaglia molto. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">\u00c8 dunque un fenomeno da vagliare sotto tutti i punti di vista anche perch\u00e9 la<strong> fuga dei talenti \u00e8 dietro l\u2019angolo<\/strong>: se le posizioni che possono ricoprire sono occupate da persone meno titolate e che hanno tutele sul posto di lavoro (non possono essere demansionate), ci\u00f2 potrebbe comportare ad abbandonare l\u2019azienda e cercare altri posti di lavoro.<\/span><\/p>\n<h2><strong>6 motivi per cui potresti perdere i migliori talenti<\/strong><\/h2>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ristringendo il cerchio al settore della <strong>Ricerca e selezione del personale<\/strong>, quali sono i 6 motivi\/atteggiamenti che potrebbero portare a perdere i migliori talenti, nonostante politiche attive talent acquisition? Sicuramente delle attivit\u00e0 che non vengono automatizzate e che, cos\u00ec facendo, non solo portano a dispersione di tempo, ma anche a scarsi risultati.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Vediamole una per una:<\/span><\/p>\n<h3><strong>Caricare i profili manualmente<\/strong><\/h3>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">In un mondo che cambia di continuo, la ricerca e selezione del personale deve essere altrettanto agile e rapida. Prima si seleziona un candidato, prima lo si invita a fare un colloquio e prima pu\u00f2 essere tolto &#8211; quantomeno parzialmente &#8211; dal mercato. Inoltre, scaricare CV e profili da piattaforme come LinkedIn, Facebook per poi salvarli manualmente sul tuo software ATS o nel tuo CRM \u00e8 un\u2019operazione lenta e che ti potrebbe portare a perderti per strada qualcuno nel passaggio da un posto all\u2019altro.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"> E come la mettiamo con il <strong>GDPR<\/strong>? Stai scaricando e caricando dati sensibili in posti diversi da quelli dichiarati ai candidati nel momento in cui te li hanno ceduti: il tuo computer potrebbe essere usato da qualcun altro, cos\u00ec come inviare CV via mail ai tuoi colleghi per far dare loro un\u2019occhiata pu\u00f2 parzialmente ledere la privacy.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Per tutto questo, pu\u00f2 essere meglio affidarsi a un <strong>software ATS<\/strong> (Applicant Tracking System) come <a href=\"https:\/\/staging.in-recruiting.com\/it\/\">In-recruiting<\/a>: eviti di perdere tempo\u2026 e talenti.\u00a0<\/span><\/p>\n<h3><strong>Affidarsi esclusivamente ai fogli Excel<\/strong><\/h3>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">In molti lo fanno: <strong>creano file Excel<\/strong> con tantissimi dati per poi pensare, tramite i vari comandi di ricerca, di poter trovare le persone che stanno cercando. Ma <a href=\"http:\/\/staging.in-recruiting.com\/it\/5-motivi-perche-excel-non-funziona-per-il-recruiting\">Excel non \u00e8 uno strumento adatto per i recruiter<\/a> per tantissimi motivi: richiede una mole di lavoro per l\u2019immissione manuale dei dati e tanto tempo per aggiornarli oltre a una persona dedicata che si prenda la briga di farlo. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Fa perdere non solo del tempo prezioso, ma \u00e8 un grave rischio per la sicurezza dei dati: un file salvato sul PC o condiviso con altri potrebbe circolare ovunque e anche per scopi diversi da quelli di HR (esempio marketing e comunicazioni varie). Per non parlare poi del fatto che basta un errore per cancellare, in una manciata di secondi, numeri di telefono, e-mail e altre informazioni personali.<\/span><\/p>\n<h3><strong>Riorganizzare le e-mail<\/strong><\/h3>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Non va molto meglio quando devi gestire la comunicazione con i candidati e magari tenere traccia di quanto vi siete detti e di tutto il processo di recruiting. Facendo tutto manualmente, pu\u00f2 capitare di perdersi delle<strong> e-mail cruciali<\/strong> in cui il candidato ti ha indicato le sue preferenze per il colloquio o le aspettative di stipendio o, ancora, il periodo di preavviso che deve dare all\u2019azienda. Lasciare per strada informazioni di questo tipo pu\u00f2 capitare quando queste informazioni devono essere caricate manualmente. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Va da s\u00e9, poi, che anche questa \u00e8 un\u2019attivit\u00e0 che richiede un grosso dispendio di energia e di tempo. E c\u2019\u00e8 anche un altro aspetto: se ti ritrovi a dover recuperare queste informazioni chiedendole al candidato stesso, non solo sembri un recruiter alle prime armi, ma non rendi la sua <strong>candidate experience<\/strong> ottimale come dovrebbe essere. Con tutto quello che comporta.\u00a0<\/span><\/p>\n<h3><strong>Verifica delle job application<\/strong><\/h3>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Specie quando la richiesta ha carattere di urgenza, potresti ritrovare a verificare di continuo la posta in arrivo per vedere quanti candidati si sono presentati. Ma gestire\u00a0<strong>controllare la posta in arrivo su pi\u00f9 piattaforme pu\u00f2 essere dispersivo e poco preciso<\/strong>. E se non hai agito allo stesso modo su tutte, potresti dimenticarti di averlo pubblicato da una parte e non dall\u2019altra. E cos\u00ec molte domande degli aspiranti candidati possono restare senza risposta. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Come recruiter, poi, sei convinto di avere dato quella particolare informazione quindi potresti non dare peso ai dubbi che hai suscitato. Domande inevase, controlli manuali delle candidature possono far s\u00ec che ti perda candidati di successo e che ci siano application che vengono ignorate o addirittura perse. Anche qui, un\u2019attivit\u00e0 manuale che richiede tempo e che non d\u00e0 i risultati sperati, anzi rischia, tra tutte le cose che devi portare avanti, di rivelarsi un boomerang.\u00a0<\/span><\/p>\n<h3><strong>Pubblicazione su pi\u00f9 piattaforme<\/strong><\/h3>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Connesso a quanto abbiamo detto sopra, pubblicare su pi\u00f9 canali (<a href=\"https:\/\/staging.in-recruiting.com\/it\/dove-pubblicare-un-annuncio-di-lavoro-multiposting\/\">multiposting<\/a>) e farlo manualmente, \u00e8 un lavoro che richiede tanto sforzo e fatica nelle fasi successive. Magari un requisito prima particolarmente importante non \u00e8 pi\u00f9 richiesto &#8211; anche alla luce dello skill mismatch &#8211; oppure cambia l\u2019inizio dell\u2019attivit\u00e0 lavorativa o altre informazioni che dovresti modificare per tempo. Cos\u00ec come, ancor peggio, che la vacancy sia stata colmata e tu abbia dimenticato di chiudere le candidature o cancellare l\u2019offerta su 3 delle 10 piattaforme usate. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Cosa comporta? Facile intuirlo: c\u2019\u00e8 gente che si candida ancora, non riceve risposta, parla male dell\u2019azienda raccontando una candidate experience negativa. E se lo fa sul web e sui social sono danni di immagine all\u2019azienda piuttosto rilevanti.\u00a0<\/span><\/p>\n<h3><strong>Pianificazione dei colloqui<\/strong><\/h3>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ultima ma non meno importante tra le attivit\u00e0 manuale, \u00e8 la gestione delle <strong>job interview<\/strong>. Cercare di far incrociare le agende tra il candidato e un hiring manager che \u00e8 sempre fuori, pu\u00f2 essere peggio che incastrare i pezzi a Tetris. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Magari il candidato dice s\u00ec a una delle tre opzioni che hai proposto e il responsabile non \u00e8 pi\u00f9 disponibile o viceversa. E tutto questo non avviene con una semplice telefonata, ma con un fitto scambio di e-mail che magari si prolunga per giorni, settimane, fino a che il candidato non pensa di lasciar perdere o trova altro. Questa \u00e8 un\u2019attivit\u00e0 non solo impegnativa ma addirittura sfiancante, inoltre se viene gestita manualmente, l\u2019errore \u00e8 sempre dietro l\u2019angolo.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Tutti queste inefficienze possono davvero far perdere i talenti e questo al di l\u00e0 del fenomeno del mismatch. Ecco perch\u00e9 un software ATS pu\u00f2 esserti d&#8217;aiuto intervenendo in maniera automatica l\u00ec dove alcune attivit\u00e0 possono diventare ripetitive e anche particolarmente impegnative.<\/span><\/p>\n<h2><strong>Il divario dal punto di vista tecnico tra candidato e recruiter<\/strong><\/h2>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nel ventaglio dei mismatch che contrassegnano il mondo del lavoro ce n\u2019\u00e8 un altro: quello tra le <strong>aspettative del recruiter<\/strong> quando hanno a che fare con candidati all\u2019inizio della loro carriera e il loro modo di <strong>usare la tecnologia dal punto di visto professionale<\/strong>. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Come sappiamo, la tecnologia \u00e8 sempre pi\u00f9 utilizzata nel processo di ricerca e selezione e in particolare per i ruoli che attirano un numero elevato di candidature. E se molti recruiter si stanno sempre pi\u00f9 abituando a usare per esempio le interviste video o altri strumenti, di contro si possono trovare di fronte a candidati che non sono poi cos\u00ec\u2026 avvezzi. E questo per tanti motivi: pubblicare una story su Instagram pu\u00f2 essere un gioco, ma pensare alla competenza che pu\u00f2 derivarne dal punto di vista professionale pu\u00f2 spaventare i giovani.\u00a0<\/span><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-4546 aligncenter\" src=\"https:\/\/staging.in-recruiting.com\/wp-content\/uploads\/divario-tecnologico.jpg\" alt=\"mismatch domanda e offerta\" width=\"1280\" height=\"914\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Pertanto, per evitare di perdere talenti proprio a causa di questo divario, come recruiter devi non dare per scontata l\u2019equazione giovane=ipertecnologico. Se puoi, fornisci risorse o dai suggerimenti prima del colloquio in modo che poi il candidato si possa <strong>sentire a suo agio<\/strong>. <strong>Spiega bene perch\u00e9 usi quello strumento<\/strong> e come avviene il processo di selezione.\u00a0<\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Inoltre, cerca di metterti nei suoi panni: come sappiamo, il candidato potrebbe essere uno smanettone nella sua vita, ma non capire come questa sua abilit\u00e0 possa essere usata in azienda. A te il compito di metterlo a suo agio e far capire come questo possa avvenire. Magari andando nel dettaglio della richiesta tecnologica in modo da far capire bene l\u2019esigenza di avere a bordo persone con conoscenze di un certo tipo. Questo aiuter\u00e0 i candidati a colmare il divario nella loro mente tra quello che hanno imparato \u201csocialmente\u201d e quello che pu\u00f2 servire loro nella costruzione della carriera.\u00a0<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">In fondo va sempre considerato che quando parliamo di talenti del mondo del lavoro non si tratta per forza di persone che possiedono <strong>hard skills illimitate,<\/strong> ma il pi\u00f9 delle volte parliamo del\u00a0<strong> candidato giusto nel posto giusto<\/strong>; molto spesso quindi valutare molto bene le <a href=\"https:\/\/staging.in-recruiting.com\/it\/soft-skills-come-valutare\/\"><strong>soft skills<\/strong>\u00a0 del candidato<\/a>\u00a0\u00e8 un aspetto fondamentale per creare un match-up vincente tra domanda e offerta.\u00a0<\/span><\/p>\n<h2><strong>ATS tradizionali e ATS intelligenti<\/strong><\/h2>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">In conclusione se da un lato molti aspetti presi in esame, riguardanti il mismatch tra domanda e offerta di lavoro,\u00a0 sono da attribuire a fattori esogeni ai processi di recruiting, molti altri possono essere facilmente migliorati. Gli ATS (Applicant Tracking System), come abbiamo visto, sono concepiti\u00a0 per gestire ogni fase del processo di recruitment. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">C\u2019\u00e8 da dire che per\u00f2 che gli <strong>ATS tradizionali<\/strong> presentano alcuni limiti per esempio nella profilazione della domanda e soprattutto nel matching tra domanda e offerta di lavoro per trovare i candidati ideali. Cosa che pu\u00f2 portare alla necessit\u00e0 di ripetere le selezioni o a skill mismatch per errori di valutazioni. Questo non succede con gli <strong>ATS smart, ossia intelligenti<\/strong>, che fanno un ulteriore passo in avanti utilizzando t<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">ecniche di web crawling e text mining per ricercare e analizzare richieste e offerte, oltre ad algoritmi e machine learning per profilare al meglio le richieste e fare il matching migliore tra i vari profili, permettendo anche di valutare in maniera automatica le soft e le hard skills del candidato. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Un ATS che usa l\u2019<a href=\"https:\/\/staging.in-recruiting.com\/it\/intelligenza-artificiale-hr\/\">intelligenza artificiale<\/a>, lo ricordiamo, non si sostituisce al recruiter, ma lo aiuta a impiegare meno tempo in attivit\u00e0 impegnative e che non portano lontano dandogli modo di dedicarsi ad altre in cui il suo pieno apporto \u00e8 fondamentale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Non \u00e8 detto che gli ATS intelligenti siano l\u2019unica soluzione al mismatch tra domanda e offerta di lavoro, ma sicuramente possono dare un notevole contributo agli HR manager e creare il terreno pi\u00f9 fertile possibile per l\u2019incontro tra candidati e aziende.\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Richiedi una Demo per tastare con mano i vantaggi di un ATS intelligente<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-buttons\">\n<div class=\"wp-block-button\"><a class=\"wp-block-button__link has-background\" style=\"background-color:#3e9bcb\">Richiedi una Demo <\/a><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La parola \u00e8 inglese e indica una situazione che interessa tutti, sia chi lavora sia chi in questo momento \u00e8 inattivo, cos\u00ec come le generazioni future, le aziende, chi si occupa di HR e tanti altri attori del mondo del lavoro. 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