{"id":2685,"date":"2019-01-18T17:47:55","date_gmt":"2019-01-18T16:47:55","guid":{"rendered":"http:\/\/staging.in-recruiting.com\/?p=2685"},"modified":"2022-11-25T09:53:30","modified_gmt":"2022-11-25T08:53:30","slug":"personal-branding-per-recruiter","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.in-recruiting.com\/it\/personal-branding-per-recruiter\/","title":{"rendered":"Personal Branding per recruiter: perch\u00e9 \u00e8 importante"},"content":{"rendered":"<div id=\"ez-toc-container\" class=\"ez-toc-v2_0_32 counter-flat counter-decimal\">\n<div class=\"ez-toc-title-container\">\n<p class=\"ez-toc-title\">In questo articolo<\/p>\n<span class=\"ez-toc-title-toggle\"><\/span><\/div>\n<nav><ul class='ez-toc-list ez-toc-list-level-1'><li class='ez-toc-page-1'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-1\" href=\"https:\/\/staging.in-recruiting.com\/it\/personal-branding-per-recruiter\/#Cose_il_personal_branding_una_definizione\" title=\"Cos\u2019\u00e8 il personal branding: una definizione\">Cos\u2019\u00e8 il personal branding: una definizione<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-2\" href=\"https:\/\/staging.in-recruiting.com\/it\/personal-branding-per-recruiter\/#Perche_il_personal_branding_per_recruiter_perche_e_importante_e_come_curarlo\" title=\"Perch\u00e9 il personal branding per recruiter: perch\u00e9 \u00e8 importante e come curarlo\">Perch\u00e9 il personal branding per recruiter: perch\u00e9 \u00e8 importante e come curarlo<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-3\" href=\"https:\/\/staging.in-recruiting.com\/it\/personal-branding-per-recruiter\/#Strumenti_per_fare_personal_branding\" title=\"Strumenti per fare personal branding\">Strumenti per fare personal branding<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-4\" href=\"https:\/\/staging.in-recruiting.com\/it\/personal-branding-per-recruiter\/#Personal_Branding_per_recruiter_9_step_per_farlo_al_meglio\" title=\"Personal Branding per recruiter: 9 step per farlo al meglio\">Personal Branding per recruiter: 9 step per farlo al meglio<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-5\" href=\"https:\/\/staging.in-recruiting.com\/it\/personal-branding-per-recruiter\/#Personal_branding_gli_Errori_da_non_commettere_assolutamente\" title=\"Personal branding: gli Errori da non commettere assolutamente\">Personal branding: gli Errori da non commettere assolutamente<\/a><\/li><\/ul><\/nav><\/div>\n\n<p>Vediamo insieme i motivi per un selezionatore non dovrebbe trascurare il personal branding e come farlo al meglio, evitando gli errori.<\/p>\n\n\n\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Cose_il_personal_branding_una_definizione\"><\/span>Cos\u2019\u00e8 il personal branding: una definizione<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p>Cosa si intende per <strong>personal branding<\/strong>? Dare una definizione di personal branding (brand personale) non \u00e8 semplice.<br>Con personal branding al giorno d\u2019oggi si intendono <strong>tutte quelle strategie<\/strong> e<strong> tattiche<\/strong> che una persona mette in atto per promuovere se stessa come professionista, quello che sa fare (competenze), ci\u00f2 che ha imparato e sta imparando, allo stesso modo di come farebbe e fa un\u2019azienda.<\/p>\n\n\n\n<p>Se in questo secondo caso si parla, per\u00f2, di <a href=\"https:\/\/staging.in-recruiting.com\/it\/employer-branding-definizione-e-significato\/\"><strong>corporate branding<\/strong><\/a>, e si intende la promozione di un brand e della sua identit\u00e0, concetto legato anche a quello di employer branding (attrattivit\u00e0 dell\u2019azienda come luogo di lavoro), nel caso di una persona, la promozione del suo \u201cmarchio\u201d (brand) ha pi\u00f9 a che vedere con il <strong>marketing di se stesso<\/strong> e presuppone un livello e un grado di consapevolezza che non \u00e8 detto sia insito in tutti i professionisti, soprattutto nel caso dei recruiter che spesso hanno un background umanistico e non di studi legati al marketing.<\/p>\n\n\n\n<p>Esistono diverse definizioni di personal branding e ognuna sottolinea un aspetto specifico.<\/p>\n\n\n\n<p>Il personal brand, per mutuare le parole di Luigi Centenaro, tra i primi ad averne parlato in Italia:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p><strong>\u201c\u00e8 la ragione per cui un cliente, un datore di lavoro o un partner ti sceglie\u201d. <\/strong><\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Ragione che coincide pertanto con il trovare \u201cla propria voce\u201d, la propria unicit\u00e0, i propri punti di forza, per costruire una <strong>relazione duratura<\/strong> con le persone con cui si lavora, quotidianamente o occasionalmente. E questo a prescindere dal fatto che <strong>si sia o meno alla ricerca di una nuova opportunit\u00e0 lavorativa<\/strong>. Anche perch\u00e8 uno dei benefici della costruzione di un brand personale \u00e8 quella di attrarre clienti (e nel caso di un recruiter i principali clienti sono i candidati).<\/p>\n\n\n\n<p>Altre definizioni mettono invece il focus sull&#8217;aspetto reputazionale, come quella di Dorie Clark.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/staging.in-recruiting.com\/wp-content\/uploads\/Dorie-Clark-on-Personal-Branding.png\" alt=\"Definizione Personal Branding\" class=\"wp-image-2775\" width=\"576\" height=\"288\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Il tuo personal brand \u00e8 quello che dicono le altre persone quando lasci la stanza.<\/p>\n\n\n\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Perche_il_personal_branding_per_recruiter_perche_e_importante_e_come_curarlo\"><\/span>Perch\u00e9 il personal branding per recruiter: perch\u00e9 \u00e8 importante e come curarlo<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p>Ecco perch\u00e9, a differenza di quello che comunemente si crede, anche <strong>un recruiter<\/strong> che, per l\u2019appunto, si occupa di ricerca e selezione del personale, <strong>deve curare il suo personal branding<\/strong> (oltre che l\u2019employer branding dell\u2019azienda).<\/p>\n\n\n\n<h3>Per creare una relazione con i candidati<\/h3>\n\n\n\n<p>Definirsi, infatti, come persona vuol dire definirsi anche come professionista. Significa stabilire, e in un certo senso mostrare, i valori in cui si crede, le proprie capacit\u00e0 e <strong>quello che ci differenzia da altre persone che fanno lo stesso mestiere<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMettere in chiaro\u201d alcuni aspetti di se stessi &#8211; al pari di come \u00e8 richiesto ai candidati &#8211; vuol dire porre le basi di questo rapporto e trovare un terreno d\u2019incontro \u201ccomune\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Significa <strong>andare oltre la creazione del proprio profilo LinkedIn<\/strong>, per distinguersi dagli altri e di conseguenza far distinguere la stessa azienda o Agenzia per il Lavoro\/societ\u00e0 di Ricerca &amp; Selezione per cui si lavora. E, in questo secondo caso, curare al meglio il proprio personal branding vuol dire<strong> attrarre e acquisire clienti<\/strong>, ossia aziende e candidati, che devono trovare in ci\u00f2 che il recruiter scrive e comunica di s\u00e9, la ragione per cui affidargli un intero processo di selezione e, a latere, anche la gestione di parte del proprio employer branding.<\/p>\n\n\n\n<h3>Per consolidare la propria esperienza<\/h3>\n\n\n\n<p>Se sei un recruiter o un headhunter che si occupa di profili altamente specializzati o di recruitment per manager, o magari partecipi a incontri o seminari in cui racconti come si sta evolvendo il settore, in tutti questi casi, il personal branding serve a <strong>rafforzare e comunicare a tutti cosa fai gi\u00e0<\/strong>. Questo vale sia se lavori come recruiter dentro un\u2019azienda, sia se sei un headhunter che lavora come libero professionista o per un\u2019agenzia.<\/p>\n\n\n\n<p>Se non hai mai partecipato a eventi di settore in cui raccontare la tua esperienza, settore e skill <strong>dovresti iniziare subito<\/strong>. Per un recruiter \u00e8 fondamentale e pu\u00f2 rappresentare un fortissimo elemento differenziante rispetto a tutti gli altri selezionatori.<\/p>\n\n\n\n<h3>Per attrarre candidati (candidate attraction)<\/h3>\n\n\n\n<p>Vale, inoltre, per attrarre candidati. In un mondo in cui un candidato ha pi\u00f9 opzioni di carriera ed \u00e8 in grado di seguire, in maniera autonoma, le varie fasi di un processo di selezione, sapere che \u00e8 stato affidato a un recruiter che \u201cconosce\u201d e di cui \u201csi fida\u201d \u00e8 per lui una garanzia e un motivo in pi\u00f9 per candidarsi\/partecipare a quella ricerca di personale.<\/p>\n\n\n\n<p>Il personal branding del recruiter pu\u00f2 influire sulla <strong>candidate attraction e sulla candidate experience<\/strong>, anche alla luce del fatto che, come viene messo in evidenza dalla Social Recruiting Surveydi Kelly Service, <strong>il 60% dei candidati ha un\u2019esperienza negativa<\/strong>, di cui, volenti o nolenti, sono spesso responsabili i recruiter. In pi\u00f9, il 72% di chi l\u2019ha vissuta non la tiene mica per s\u00e9, ma la condivide online o dal vivo. Il 65%, inoltre, asserisce di non avere mai ricevuto un feedback in merito all\u2019andamento della selezione.<\/p>\n\n\n\n<p>Va da s\u00e9 che la <strong>nomea di una candidate experience positiva<\/strong> pu\u00f2 essere un modo per attrarre talenti e portarli a candidarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Bisogna poi considerare un fatto: quando un candidato \u00e8 &#8220;ufficialmente sul mercato&#8221; vuol dire che sar\u00e0 in contatto con numerosi altri recruiter e che probabilmente sar\u00e0 gi\u00e0 inserito in numerosi processi di selezione. In questa situazione (come mostra il grafico sotto), la possibilit\u00e0 di reclutarlo con successo si abbassano esponenzialmente. Viceversa un personal branding forte permette di entrare in contatto e reclutare i candidati pi\u00f9 interessanti, ancora prima dei recruiter competitors.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/staging.in-recruiting.com\/wp-content\/uploads\/piazzabilita-candidato.png\" alt=\"Candidati passivi\" class=\"wp-image-2771\" width=\"758\" height=\"524\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Last but not least, secondo la ricerca \u201cWork Trends Study\u201d di Adecco Italia, il 42,8% dei candidati utilizza il<strong> <a href=\"http:\/\/staging.in-recruiting.com\/it\/social-recruiting-tutta-la-verita\/\">social recruiting<\/a><\/strong> proprio per<strong> \u201ccercare recruiter\u201d<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h3>Guadagnare attenzione e ottenere connessioni<\/h3>\n\n\n\n<p>Curare il personal branding vuol dire poi avere <strong>maggiori chance<\/strong> che quello che si pubblica (annunci di lavoro ma anche contenuti di valore) <strong>venga visto da pi\u00f9 persone<\/strong>. Parliamo non solo di <a href=\"http:\/\/staging.in-recruiting.com\/it\/cos-e-il-job-posting-definizione-significato\/\">job posting<\/a> che, grazie al personal branding del recruiter e alla sua ottima presenza online, possono \u201carrivare\u201d anche ai cosiddetti candidati passivi, ma anche di <strong>qualsiasi tipo di contenuto<\/strong> che viene postato e condiviso. Come articoli sul processo di selezione, sugli obiettivi che si prefigge l\u2019azienda per cui il recruiter lavora o sul settore di cui si occupa. In questo modo, il recruiter coinvolge non solo candidati, ma anche colleghi, dipendenti stessi (che in ottica di<strong> employer advocacy<\/strong> possono a loro volta diffondere quei contenuti) manager di altre aziende ecc&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>In questo senso possiamo dire che il branding personale \u00e8 strettamente collegato ad un processo di Content marketing e <a href=\"https:\/\/staging.in-recruiting.com\/it\/inbound-recruiting-come-attrarre-talenti-online\/\">Inbound recruitment.<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Le persone si connettono con le persone<\/strong>, non con le aziende, questo \u00e8 un dato di fatto. Cos\u00ec come lo \u00e8 il fatto che curare il tuo personal branding aiuta anche quello dell\u2019azienda (le relazioni passano quindi da B2B\/B2B a H2H: ossia <strong>Human to Human<\/strong>).<\/p>\n\n\n\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Strumenti_per_fare_personal_branding\"><\/span>Strumenti per fare personal branding<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<h3>Il Personal Branding Canvas<\/h3>\n\n\n\n<p>Come fare personal branding? Quali azioni compiere e quali errori evitare?<br>Prima di andare nel dettaglio, ti consigliamo uno strumento di design thinking inventato proprio da Luigi Centenaro, il <a href=\"https:\/\/bigname.it\/personal-branding-canvas\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Personal Branding Canvas<\/a> che permette di strutturare e correggere la propria strategia complessiva.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/staging.in-recruiting.com\/wp-content\/uploads\/PersonalBrandingCanvas.png\" alt=\"personal branding per recruiter\" class=\"wp-image-2688\" width=\"768\" height=\"542\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Un tool in blocchi che, oltre a far visualizzare chi si \u00e8 e quali competenze si hanno, gli obiettivi che ci si pone e tanto altro, ha un\u2019intera casella dedicata agli investimenti (senza i quali qualsiasi sforzo sarebbe vano) e ai risultati concreti che, cos\u00ec facendo, si pensa di raggiungere.<\/p>\n\n\n\n<h3>Buffer &#8211; Social Media Management Platform<\/h3>\n\n\n\n<p>Buffer \u00e8 uno strumento di <strong>schedulazione e gestione dei propri post sui social media<\/strong>. E&#8217; utilissimo per un recruiter interessato a fare personal branding perch\u00e8 permette di caricare e calendarizzare i propri post sui social network. E&#8217; possibile automatizzare parte della propria attivit\u00e0, con un notevole risparmio di tempo. Buffer presenta un piano gratuito accessibile con alcune limitazioni.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/staging.in-recruiting.com\/wp-content\/uploads\/og-buffer.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2763\" width=\"600\" height=\"315\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<h3>Snip.ly &#8211; Pop up in contenuti esterni<\/h3>\n\n\n\n<p>Snip.ly permette di inserire dei piccoli <strong>pop up all&#8217;interno degli articoli che condividiamo<\/strong>. L&#8217;utilit\u00e0 per un recruiter a caccia di candidati passivi \u00e8 enorme! E&#8217; possibile &#8211; ad esempio &#8211; condividere un articolo interessante relativo alla figura di data scientist e inserire un pop up con la nostra foto e un link alla posizione aperta presso la nostra azienda, andando ad intercettare candidati che altrimenti non sarebbero andati a cercare e non si sarebbero candidati al nostro annuncio di lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche Snip.ly mette a disposizione un piano gratuito accessibile con alcune limitazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Integrando Buffer con Snip.ly \u00e8 possibile strutturare una macchina in grado di intercettare in automatico candidati passivi, mentre noi siamo occupati in altre attivit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"626\" src=\"https:\/\/staging.in-recruiting.com\/wp-content\/uploads\/snip-ly.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2765\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<h3>Il tuo Applicant Tracking System<\/h3>\n\n\n\n<p>Fare personal branding \u00e8 fondamentale, ma per comprendere se i nostri sforzi stanno producendo risultati <strong>\u00e8 molto importante essere organizzati<\/strong>. Centralizzare le proprie attivit\u00e0 di recruiting con un ATS come Inrecruiting \u00e8 importantissimo: permette di avere tutti i propri candidati in un solo luogo e di accentrare anche le statistiche ed i report. Analizzando questi saremo in grado di capire se i nostri sforzi stanno producendo risultati (candidati, visite alle nostre career page, interazioni) o se dobbiamo correggere la rotta e modificare la nostra strategia (e qui il personal branding canvas pu\u00f2 venire in nostro aiuto per una ri-definizione e testing della nostra strategia).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>P.S.:<\/strong> Lo sapevi che da Inrecruiting \u00e8 anche possibile condividere i propri annunci di lavoro sui diversi social media? Scopri le altre <a href=\"http:\/\/staging.in-recruiting.com\/it\/funzionalita\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">funzionalit\u00e0 del nostro Applicant Tracking System.<\/a><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"840\" height=\"374\" src=\"https:\/\/staging.in-recruiting.com\/wp-content\/uploads\/Immagine-sito.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-32908\" srcset=\"https:\/\/staging.in-recruiting.com\/wp-content\/uploads\/Immagine-sito.png 840w, https:\/\/staging.in-recruiting.com\/wp-content\/uploads\/Immagine-sito-700x312.png 700w, https:\/\/staging.in-recruiting.com\/wp-content\/uploads\/Immagine-sito-768x342.png 768w\" sizes=\"(max-width: 840px) 100vw, 840px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Personal_Branding_per_recruiter_9_step_per_farlo_al_meglio\"><\/span>Personal Branding per recruiter: 9 step per farlo al meglio<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p>Detto questo da dove iniziare? Vediamolo in 9 step.<\/p>\n\n\n\n<h3>1. Curare la propria presenza sui social media.<\/h3>\n\n\n\n<p>Inutile essere iscritti a tanti social media se poi non li si usa. E, ancor peggio, avere magari un nickname su Instagram e poi un altro nome su Twitter. Se si vuole usare i social media per costruire il proprio personal branding, bisogna essere <strong>coerenti e presenti<\/strong>, soprattutto con il proprio nome e cognome e decidere di usarli dunque in ottica professionale. Una scelta quasi \u201cobbligata\u201d perch\u00e9 una volta che, durante il candidate journey, il candidato viene a contatto con il nome del recruiter, come abbiamo visto sopra, tende a scoprire chi \u00e8, come lavora e in un certo senso sa anche cosa aspettarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Per decidere la piattaforma social media da utilizzare \u00e8 importante porsi la domanda: &#8220;quali sono i social media frequentati dai miei candidati target?&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>In supporto viene la ricerca\u00a0\u00abItaliani e Social Media\u00bb, Blogmeter (2021) che indaga proprio questa questione. La ricerca divide tra\u00a0social utilizzati diverse volte a settimana: questi sono i social di cittadinanza; e quelli usati solo alcune volte alla settimana, i social funzionali: questo soddisfano un bisogno specifico. Qui trovi la <a href=\"https:\/\/www.blogmeter.it\/hubfs\/Italiani%20&amp;%20S%20Media_V%20Edition_2021_short-1.pdf?hsCtaTracking=242c81f1-c04d-4082-80eb-3ad19d95da4e%7C949414cc-a06b-4924-b426-74208a1416e8\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">sintesi dello studio<\/a> di Blogmeter.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"350\" src=\"https:\/\/staging.in-recruiting.com\/wp-content\/uploads\/2022-11-25_09-37-07-1024x350.png\" alt=\"italiani e social\" class=\"wp-image-32982\" srcset=\"https:\/\/staging.in-recruiting.com\/wp-content\/uploads\/2022-11-25_09-37-07-1024x350.png 1024w, https:\/\/staging.in-recruiting.com\/wp-content\/uploads\/2022-11-25_09-37-07-700x239.png 700w, https:\/\/staging.in-recruiting.com\/wp-content\/uploads\/2022-11-25_09-37-07-768x262.png 768w, https:\/\/staging.in-recruiting.com\/wp-content\/uploads\/2022-11-25_09-37-07.png 1151w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il social principale per cercare candidati \u00e8 sicuramente LinkedIn (che nella ricerca Blogmeter mostra una costante crescita di utilizzo, anche tutti i giorni). Il primo passo per usarlo al meglio \u00e8 completare il proprio profilo, inserendo tutte le informazioni di base, gli studi, l\u2019esperienza, una foto professionale, ma non solo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Importante<\/strong>: evitare di parlare di s\u00e9 in terza persona. Vuol dire creare distacco nonch\u00e9 generare \u201csospetti\u201d in chi lo legge. Questa modalit\u00e0 funzionava in passato. I codici comunicativi sono cambiati ed \u00e8 importante sintonizzarsi e gestire questi cambiamenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Fondamentale \u00e8 <strong>curare il summary<\/strong> e la<strong> headline<\/strong> (il proprio \u201ctitolo\u201d su LinkedIn). Come? Raccontando le tue passioni e dicendo ai candidati, per esempio, cosa puoi fare per loro e per far crescere la loro carriera. Aspetto tutt\u2019altro che banale: in questo modo si d\u00e0 al candidato una motivazione chiara per instaurare una relazione e si comincia a costruire un rapporto di fiducia.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco alcuni esempi di headline utilizzati con efficacia da alcuni recruiter.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" width=\"840\" height=\"403\" src=\"https:\/\/staging.in-recruiting.com\/wp-content\/uploads\/job-title-linkedin.png\" alt=\"Headline recruiter su LinkedIn\" class=\"wp-image-2769\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<h3>2. Usare LinkedIn per creare un network forte di candidati<\/h3>\n\n\n\n<p>LinkedIn, per come \u00e8 strutturato, pu\u00f2 aiutare nella costruzione di un network forte di candidati. Basta infatti connettersi con qualcuno che si conosce per avere l\u2019accesso a chi fa parte della sua rete, con cui per l\u2019appunto si \u00e8 collegati in secondo grado o in terzo grado.<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo passo da compiere \u00e8 dunque <strong>connettersi<\/strong> con <strong>colleghi<\/strong> ed <strong>ex colleghi<\/strong>, <strong>amici<\/strong>, <strong>ex compagni di scuola<\/strong> ecc\u2026 e magari con chi si \u00e8 conosciuto a un evento o durante un meeting, ampliando cos\u00ec la tua rete grazie alle loro conoscenze. E, ovviamente, connettersi anche con i candidati che ti interessano. Sei un recruiter IT? Cerca connessioni in quel campo, in modo da ampliare la tua rete.<\/p>\n\n\n\n<p>Quello che conta \u00e8<strong> personalizzare sempre il messaggio con cui si chiede la connessione<\/strong>: non solo un gesto di buona educazione, ma un modo per creare un primo rapporto.<\/p>\n\n\n\n<h3>3. Partecipare e interagire il pi\u00f9 possibile<\/h3>\n\n\n\n<p>Capita spesso: si \u00e8 su LinkedIn per fare social recruiting e si finisce con il non interagire e avere un ruolo, rispetto agli altri, quasi \u201cpassivo\u201d. E invece per costruire il proprio personal branding \u00e8 importante <strong>partecipare<\/strong>. Come? <strong>Ponendo domande<\/strong>, rispondendo ai dubbi degli altri e <strong>farlo \u201ccon generosit\u00e0\u201d<\/strong>. Non limitarsi pertanto a mettere like su un post o su un articolo, ma condividerlo, commentando e argomento il proprio punto di vista, creando cio\u00e8 valore per chi legge, ma di conseguenza anche per se stessi.<\/p>\n\n\n\n<p>Una risposta articolata, magari relativa a un campo che il recruiter conosce bene, creer\u00e0 interazione e interesse e, perch\u00e9 no, anche nuove connessioni. Questo, ovviamente, vale anche per i <strong>gruppi su LinkedIn o ancora meglio su Facebook<\/strong> (che contano un numero di utenti attivi ed un tempo di permanenza decisamente superiore).<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, sfrutta il social network per parlare in modo dettagliato di come svolgi il processo di selezione, magari dicendo che dai sempre un feedback ai candidati o raccontando alcuni aspetti del settore in cui svolgi la selezione.<\/p>\n\n\n\n<h3>4. Postare contenuti sui social media e su LinkedIn in particolare<\/h3>\n\n\n\n<p>Le persone amano \u201cconsumare\u201d i contenuti, in particolare quelli che credono li possano aiutare nel loro lavoro o nella formazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Dalla ricerca Blogmeter emerge una polarizzazione:<strong> il 42% degli intervistati dichiara di limitarsi a leggere contenuti altrui<\/strong>, il 13% dichiara di scrivere prevalentemente propri post originali, senza particolare attenzione ai post delle altre persone. Il restante 45% legge, scrive o commenta.<\/p>\n\n\n\n<p>Pertanto, oltre a condividere quelli altrui, posta tu stesso su LinkedIn, Facebook, Twitter o qualsiasi altro social (content marketing).<\/p>\n\n\n\n<p>Nel caso di LinkedIn puoi farlo sia <strong>scrivendo post<\/strong> su argomenti in cui sei ferrato &#8211; recruitment, consigli sulla carriera, su determinati settori ecc. &#8211; o<strong> scrivendo un articolo<\/strong> su <a href=\"https:\/\/www.linkedin.com\/post\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">LinkedIn publishing<\/a> o pubblicando una newsletter su LinkedIn. A differenza del post, questo \u00e8 un vero e proprio pezzo con tanto di titolo e immagine da scegliere, in cui si possono inserire grafici, video e tanto altro ancora e soprattutto \u00e8 un contenuto che <strong>viene indicizzato da Google<\/strong>. Il che ti aiuta in duplice maniera: chi ti googler\u00e0 potr\u00e0 arrivare al tuo articolo e leggere cosa scrivi e viceversa chi star\u00e0 cercando quel determinato argomento potr\u00e0 arrivare al tuo articolo su LinkedIn.<\/p>\n\n\n\n<p>Quali altre tipologie di contenuti pubblicare? E&#8217; utile fare riferimento ad uno strumento di classificazione dei contenuti&nbsp; <strong>&#8211; La Matrice del Content Marketing &#8211;<\/strong>&nbsp; a seconda dell&#8217;obiettivo (conoscenza o acquisto) e a seconda della maggiore emozionalit\u00e0 o razionalit\u00e0 del contenuto.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/staging.in-recruiting.com\/wp-content\/uploads\/matrice_content_marketing.png\" alt=\"Matrice content marketing\" class=\"wp-image-2773\" width=\"768\" height=\"768\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<h3>5. Aprire un blog o un sito personale<\/h3>\n\n\n\n<p>Sulla stessa scia \u00e8 anche il<strong> blog<\/strong>. Questo pu\u00f2 essere un ottimo investimento per il tuo personal branding perch\u00e9 <strong>puoi personalizzarlo come meglio ritieni<\/strong> e prevedere rubriche e tanto altro ancora.<\/p>\n\n\n\n<p>Certo, richiede uno sforzo maggiore e l\u2019avere un minimo di dimestichezza con i CMS (come WordPress) nonch\u00e9 qualche conoscenza di grafica, ma il gioco vale la candela e poi, anche il blog aiuta a fare personal branding tramite i motori di ricerca (SEO). Senza contare che negli ultimi anni si sono sviluppati diversi software (chiamati page builder) per costruire in modo semplice il proprio sito su Wordpress (noi ti consigliamo Elementor o Thrive Architect).<\/p>\n\n\n\n<h3>6. Personalizzare la comunicazione e interagire con i candidati<\/h3>\n\n\n\n<p>Anche comunicare con gli altri vuol dire fare personal branding ecco perch\u00e9 \u00e8 importante<strong> rispondere e personalizzare i propri messaggi<\/strong>. Questo vale per le e-mail, nel momento in cui si fa selezione (e in questo, per esempio, aiuta un software ATS come <a href=\"https:\/\/staging.in-recruiting.com\/it\/prova-gratuita?utm_source=website&amp;utm_medium=blog&amp;utm_campaign=personal-branding-per-recruiter\">Inrecruiting<\/a> in cui \u00e8 possibile impostare template personalizzati per i feedback ai candidati inseriti nel processo di selezione) ma vale anche sui social media e in particolare su LinkedIn. Dove i messaggi Inmail personalizzati hanno il <strong>37% di risposte in pi\u00f9<\/strong> e <strong>aumentano le probabilit\u00e0 di assunzioni<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo \u00e8 importante concentrarsi su quello che si sta scrivendo, a partire dall\u2019oggetto, e soprattutto sulla persona che lo legger\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, un recruiter pu\u00f2 utilizzare Inmail per complimentarsi con un candidato su quello che ha scritto, su un risultato raggiunto, per condividere una passione in comune ecc\u2026 Tutti modi per dare attenzione e costruire le basi di un rapporto.<\/p>\n\n\n\n<h3>7. Mostrare i successi ottenuti<\/h3>\n\n\n\n<p>S\u00ec, il vecchio detto \u201cChi si loda si imbroda\u201d vale ancora, ma se un recruiter usa i social per far capire come \u00e8 andata una selezione, i risultati che ha raggiunto, non sta facendo altro che<strong> \u201ccostruire la propria credibilit\u00e0\u201d<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>A questo possono servire un post su LinkedIn o su altro social network. Cos\u00ec come \u00e8 una buona prassi chiedere a capi, ex colleghi e colleghi, di scrivere una recommendation su LinkedIn. Cosa che ha ancora pi\u00f9 valore se chi la scrive, magari \u00e8 una persona che tu stesso hai selezionato, ossia un ex candidato.<br>Questi principi sono legati a leve persuasive fondamentali e legate alla natura umana, come il <strong>principio di autorit\u00e0<\/strong> studiato dallo psicologo Robert Cialdini. Abbiamo approfondito il tema della <a href=\"https:\/\/staging.in-recruiting.com\/it\/arte-della-persuasione-per-recruiter-head-hunter-daniele-polidori\/\">persuasione nel settore del recruitment<\/a> in questa intervista.<\/p>\n\n\n\n<h3>8. Usare la career page per costruire relazioni<\/h3>\n\n\n\n<p>Fin qui abbiamo parlato del profilo personale, ma anche la <strong>career page aziendale<\/strong> pu\u00f2 essere centrale sia per la<strong> costruzione del personal branding<\/strong> che per l\u2019attivit\u00e0 di recruiting su LinkedIn. Usala per <strong>raggiungere il target a cui ti rivolgi<\/strong>, per comunicare nuove opportunit\u00e0, le caratteristiche dell\u2019azienda per cui lavori o per far conoscere il tuo team.<\/p>\n\n\n\n<p>Puoi chiedere al social media manager che gestisce la pagina di creare delle<strong> rubriche fisse<\/strong> dedicate per esempio alle ricerche in corso o a processi di selezione che si sono conclusi bene. In queste, in quanto persona coinvolta attivamente nel processo, potrai essere tu stesso a parlare magari tramite un video o una piccola intervista in cui racconti come si \u00e8 svolta la selezione. Tutti contenuti che, va da s\u00e9, potrai condividere anche sui tuoi canali social.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>P.S.:<\/strong>&nbsp;sapevi che tra le funzionalit\u00e0 di Inrecruiting \u00e8 disponibile anche un Career page creator con il quale puoi costruire in pochi minuti la tua pagina carriere, anche senza sapere nulla di programmazione e web design (il sistema \u00e8 un drag and drop)?<\/p>\n\n\n\n<h3>9. Trovare clienti (aziende)<\/h3>\n\n\n\n<p>Tutto quello che abbiamo detto sopra, serve s\u00ec a un recruiter interno all\u2019azienda (in house), ma anche e soprattutto a chi, lavorando per una societ\u00e0 di Ricerca &amp; Selezione o Agenzie del Lavoro, ha bisogno di <strong>intercettare nuovi clienti<\/strong>, ossia aziende che gli affidino delle selezioni di personale.<\/p>\n\n\n\n<p>Un modo per vedere come sta funzionando il proprio profilo LinkedIn \u00e8 ovviamente <strong>vedere chi l\u2019ha visitato<\/strong> e, se si tratta di potenziali lead che dunque hanno mostrato interesse verso quello che fai, contattarli successivamente, anche se non hanno chiesto la connessione. Il tutto scrivendo un messaggio personalizzato che non sembri invasivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Puoi <strong>aggiornare la lista delle persone<\/strong> con cui ti piacerebbe lavorare andando sui profili delle persone con cui sei in contatto e individuando i cosiddetti \u201cprofili simili\u201d. E ancora: <strong>andare sulla pagina dell\u2019azienda<\/strong> che ti interessa, commentare determinati articoli e post dimostrando non solo conoscenza dell\u2019azienda, ma anche del settore in cui operano.<\/p>\n\n\n\n<p>Un\u2019impresa di solito preferisce partner che sanno davvero cosa fa e che possono allo stesso tempo dimostrare &#8211; con un commento, la condivisione di una ricerca ecc\u2026 &#8211; di poter apportare un loro personale contributo.<\/p>\n\n\n\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Personal_branding_gli_Errori_da_non_commettere_assolutamente\"><\/span>Personal branding: gli Errori da non commettere assolutamente<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" width=\"560\" height=\"315\" src=\"https:\/\/staging.in-recruiting.com\/wp-content\/uploads\/personal-branding-per-recruiter-min.jpg\" alt=\"personal branding per recruiter\" class=\"wp-image-2692\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>E quali errori un recruiter non dovrebbe commettere nella gestione del suo personal branding?<\/p>\n\n\n\n<ul><li><strong>Non essere costante<\/strong>: \u00e8 inutile iniziare a postare 4 volte al giorno, commentare, condividere per poi \u201csgonfiarsi\u201d un mese dopo. Meglio scegliere quei pochi social che si sa di seguire che iniziare un\u2019attivit\u00e0 per abbandonarla poco dopo, non \u00e8 di certo un buon biglietto da visita.<\/li><li><strong>Aprire un blog e non aggiornarlo<\/strong>: non c\u2019\u00e8 cosa peggiore di un utente che ti trova su Google e quando approda sul tuo blog scopre che l\u2019ultimo articolo risale a 3 anni prima. Il blog va curato, con almeno un articolo al mese. Viceversa, meglio non aprirlo.<\/li><li><strong>Non rispondere ai messaggi<\/strong> che si riceve su LinkedIn e altri social. Una risposta va data sempre, e magari nel giro di un paio di giorni. Se non riesci, forse \u00e8 meglio andare sulle impostazioni di LinkedIn e selezionare la tipologia di messaggi che vuoi ricevere, in modo da poterli gestirli tutti.<\/li><li><strong>Postare contenuti senza averli riletti<\/strong>, che sono stati scritti di fretta e sono pieni di refusi: questo dimostra sciatteria, poca attenzione per le persone e di conseguenza non attrae n\u00e9 candidati n\u00e9 aziende.<br>Non essere sinceri: nel mondo odierno qualsiasi bugia viene scoperta. E i cosiddetti epic fail sono sotto gli occhi di tutti. Ne va della reputazione del recruiter ma anche dell\u2019azienda.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Vuoi iniziare oggi stesso a costruire il tuo personal branding e usare al meglio i social media? Riguarda la nostra <a href=\"https:\/\/staging.in-recruiting.com\/it\/academy-in-recruiting\/personal-branding-recruiter\/\">Masterclass sul personal branding<\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vediamo insieme i motivi per un selezionatore non dovrebbe trascurare il personal branding e come farlo al meglio, evitando gli errori. Cos\u2019\u00e8 il personal branding: una definizione Cosa si intende per personal branding? 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